mercoledì 10 giugno 2015

Jim Carrey e la legge di attrazione

Jim Carrey 2
Di Roberto Re
Dicono che dai tempi di Jerry Lewis non si vedesse un comico così, capace di far sbellicare la gente dalle risate senza neanche dire una parola, ma semplicemente usando la sua incredibile mimica facciale.
è uno degli attori più amati e stimati di Hollywood, oltre che uno dei più pagati, con dei cachet di oltre venti milioni di dollari a film.
“I fallimenti mi hanno insegnato che non esiste fallimento finché continui a provare”, ha affermato un giorno e la sua è certamente la storia di un uomo che partendo dal livello più basso che si possa immaginare è arrivato all’apice del successo, grazie a un atteggiamento mentale straordinario e alla sua capacità di concentrare tutte le sue energie sul suo obiettivo, che sin da giovanissimo, era quello di diventare un comico famoso, un attore.
Passava le ore davanti allo specchio esercitandosi a utilizzare i muscoli del viso per creare le espressioni più strane, buffe ed esagerate, abilità che anni dopo si rivelerà per lui un’arma vincente.

Jim Carrey 1
Adorava far ridere le altre persone e donar loro alcuni momenti di felicità. A scuola la maestra strinse un patto con lui: ogni qual volta si fosse comportato bene, durante la lezione avrebbe avuto a disposizione gli ultimi cinque minuti per esibirsi davanti ai compagni, e regolarmente le lezioni finivano con le risate provocate dalle sue straordinarie imitazioni. Riusciva a strappare un sorriso a chiunque, anche in famiglia, dove la situazione non era particolarmente rosea (arrivarono perfino a dormire in quattro in un pullmino prima e in una tenda da campeggio poi). Le difficoltà economiche della sua famiglia, costrinsero Jim ad abbandonare la scuola prima del diploma per lavorare come custode in una fabbrica, dove uno dei suoi compiti principali era pulire i gabinetti.
Crescendo si trasferì a Los Angeles per inseguire il suo sogno, facendo la gavetta nel settore cinematografico. La strada sempre in salita per lui e le continue difficoltà lo portarono spesso a vivere periodi di tremenda frustrazione. Anche nei momenti più duri, però, Jim non smetteva di focalizzarsi sui propri obiettivi. Li aveva scritti e se li ripeteva a voce alta, ogni giorno, dedicando poi alcuni minuti a visualizzarli nitidamente, nei dettagli, vivendo in anticipo le sensazioni che da lì a breve avrebbe realmente vissuto. Il suo posto favorito per fare questo erano le colline di Los Angeles, dove la sera si recava tutto solo: si sedeva osservando il panorama della città illuminata ai suoi piedi e semplicemente immaginava la vita che avrebbe voluto vivere, senza tornare a casa finché non avesse avuto la sensazione di sentirla fisicamente. Addirittura un giorno si autofirmò un assegno del valore di dieci milioni di dollari “per servizi resi”; lo datò e lo mise nel portafoglio, e da lì, in seguito, lo tirò fuori ogni giorno, per guardarlo intensamente e pensare con chiarezza a ciò che avrebbe realizzato.
Quattro anni dopo, in una data non molto distante da quella che aveva scritto su quell’assegno, Jim Carrey firmò un contratto del valore di dieci milioni di dollari per il suo ruolo nel film The Mask.

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