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mercoledì 3 giugno 2015

Le emozioni che provi influiscono sul tuo corpo: ecco come

emozioni mappa

Immagine: Ecco i vari cambiamenti che il nostro corpo subisce alle diverse  emozioni associate con le parole. Le mappe del corpo mostrano regioni il cui  l’attivazione è in aumento (colori caldi) o va  a diminuire (colori freddi), mentre  la “barra colore” indica l’intervallo di t-statistica.
La cosa lampante è che l’amore fa scaldare tutto il corpo e ora gli scienziati stanno creando mappe di esso per dimostrarlo.
Un team di scienziati in Finlandia ha utilizzato un metodo di auto-riferimento topografico per rivelare gli effetti che i diversi stati emotivi hanno sulle sensazioni corporee. Dopo cinque esperimenti e oltre 700 partecipanti provenienti da Finlandia, Svezia e Taiwan, che ha riferito di aver provato diverse emozioni, gli scienziati hanno scoperto cose sorprendenti. I risultati della ricerca sono stati pubblicati negli Atti della National Academy of Sciences:
La maggior parte delle emozioni di base sono state associate  a sensazioni di elevata attività nella zona superiore del torace, probabilmente corrispondenti a cambiamenti nella respirazione e il battito cardiaco (1). Allo stesso modo, le sensazioni nella zona della testa sono state condivise attraverso tutte le emozioni. Riflettendo,  probabilmente entrambi i cambiamenti fisiologici nella zona del viso (ad esempio, l’attivazione della muscolatura facciale, la temperatura della pelle, lacrimazione), così come i cambiamenti in feltro nei contenuti della mente innescati da eventi emotivi . Sensazioni agli arti superiori erano più importanti delle emozioni  da approccio orientato, rabbia e felicità, le sensazioni di attività degli arti  diminuiscono questa era una caratteristica distintiva di tristezza. Sensazioni nel sistema digestivo e intorno alla regione della gola sono state trovate principalmente nella emozione del  disgusto. In contrasto con tutte le altre emozioni, la felicità è stato associata con sensazioni che fatto dei miglioramenti in tutto il corpo.
La ricerca sulle risposte comportamentali e fisiologiche alle emozioni potrebbe aiutare nella comprensione di disturbi dell’umore come ansia e depressione.
“Le emozioni coordinano i nostri comportamenti e stati fisiologici durante gli eventi di sopravvivenza-saliente e interazioni piacevoli. Anche se spesso siamo consapevoli del nostro stato emotivo attuale, come la rabbia o la felicità, i meccanismi che danno luogo a queste sensazioni soggettive sono rimasti irrisolti
Qui abbiamo usato uno strumento self-report topografico per rivelare che i diversi stati emotivi sono associati a sensazioni corporee topograficamente distinte e culturalmente universali; queste sensazioni potrebbero essere alla base delle nostre esperienze emotive coscienti. Monitoraggio della topografia delle sensazioni corporee emozione-innesco porta avanti uno strumento unico per la ricerca dell’emozione e potrebbe anche fornire un biomarcatore per disturbi emotivi.
Questa ricerca è un altro grande esempio della connessione mente e corpo. Il nostro cervello invia segnali al corpo quando abbiamo a che fare con certe situazioni, causando alcuni cambiamenti fisiologici, senza alcun pensiero da parte nostra. Queste sensazioni corporee a loro volta potrebbero aiutare la mente a riconoscere consciamente quali emozioni stiamo avendo. Questo tipo di ricerca potrebbe contribuire a spiegare perché fare uno sforzo per sorridere di più. Per  migliorare il nostro stato d’animo è necessario cambiare la nostra disposizione generale.
“La gente guarda le emozioni come qualcosa in relazione ad altre persone,” Antonio Damasio, professore presso la University of Southern California, dice: “Le emozioni hanno a che fare con il modo in cui trattiamo l’ambiente, come viviamo minacce e opportunità”  Damasio aggiunge: “Per questo sono  necessari il vostro corpo e la vostra mente.

Mani e cervello: incrociamo le dita per sentire meno dolore

Di Pierangelo Garzia
C’è una profonda ragione neuropsicologica per la quale ingannare e distrarre il cervello ci fa sentire meglio, o addirittura bene. Il farlo – attraverso ciò che ci piace, coltivando forme artistiche, praticando attività fisica, assistendo a spettacoli – è esperienza comune, è in grado di distoglierci e lenire il dolore fisico. Ancora più evidente la possibilità di ingannare il cervello, persino riguardo le sensazioni dolorose, attraverso le profonde e ramificate connessioni che il nostro sistema nervoso centrale e periferico intrattengono con le nostre mani. Che poi sono il principale strumento attraverso il quale interagiamo e agiamo sul mondo esterno. Con le quali conosciamo, trasmettiamo affetto, emozioni, ma pure sofferenza e dolore. Con le quali comunichiamo, persino quando non conosciamo una lingua.
Una recente ricerca, in cui compaiono due ricercatrici italiane (Angela Marotta ed Elisa Raffaella Ferrè dell’Institute of Cognitive Neuroscience, University College London, Londra), renderebbe forse ragione del perché incrociare le dita venga tradizionalmente considerato, in molte culture, benaugurante. Questo studio, in corso di pubblicazione su Current Biology, mostra che, incrociando le dita, inganniamo il cervello e la percezione del dolore, anche cronico, viene in taluni casi diminuita.
La ricerca si estende anche ad altre stimolazioni della mano, calde e fredde, e su come le percezioni della mano possano “interferire” con quelle dolorose del CurrentBiologycervello. Se rammentiamo la rappresentazione dell’homunculus somatesensoriale, ricorderemo l’estensione dedicata alla mano nel nostro cervello. E, anche in base a questa ricerca, abbiamo ragioni per riflettere sul perché, quando una persona è affranta o dolorante, ci venga istintivo prenderle la mano, tenerla tra le nostre, e accarezzarla dolcemente.

La testa parla

Anche se non sempre parliamo con la testa, la testa parla.
Sotto la pelle del nostro viso ci sono più di 150 muscoli, che reagiscono in base alle nostre emozioni, contraendosi o rilasciandosi, creando così le nostre espressioni.
Se siamo preoccupati, corrughiamo la fronte, se ci stupiamo la solleviamo.
Se siamo concentrati, avviciniamo le sopracciglia, mentre se ci sentiamo arrabbiati o sospettosi le abbassiamo.
Il gesto più comune che possiamo fare con la testa è annuire o dissentire.
Il caso più tipico di un messaggio incongruente è quando una persona a parole afferma qualcosa, ma col capo, contemporaneamente, fa cenno di no e viceversa.
Inconsciamente ci sta esprimendo la sua contrarietà oppure sta mentendo.
Ma la testa comunica anche con altri segnali.
Il nostro interlocutore ha la testa eretta?
Bene, ci ascolta con attenzione, è concentrato e attivo.
Il nostro interlocutore ha la testa in avanti?
Male, sta provando ostilità, se incrocia anche le braccia il segnale è ancora più negativo.
Il nostro interlocutore ha la testa all’indietro?
Ci sta sfidando, alzando il mento deve mostrare la gola, è un gesto di sfida e superiorità, mentre per una donna scostarsi i capelli e mostrare il collo è un segnale di disponibilità. Molte donne inclinano la testa per apparire fragili e indifese e ispirare sentimenti di protezione e simpatia.
La bocca è la parte più interessante da osservare in un volto, perché ogni suo movimento influenza l’intera espressione del viso.
Apriamo la bocca per nutrirci, una bocca aperta o socchiusa, indica che si è disposti a ricevere, a credere a quello che ci viene detto.
Un bambino, già da piccolissimo quando non vuol mangiare chiude la bocca, è il primo gesto di rifiuto.
Se il nostro interlocutore ha le labbra serrate o, non ha nessuna intenzione di esprimere i propri sentimenti e emozioni o, quando finalmente aprirà bocca, sarà per esprimere critiche o dissenso.

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